CHIESA DI S. ROMANO – LUCCA
SECONDA CAPPELLA TRANSETTO SINISTRO

 

 

Documentazione Fotografica


Cappella   Montecatini   o   Cappella  della Misericordia 
o Cappella Trenta o Cappella del S.S. Sacramento 

 

 

 

Autore:        Per  le decorazioni  pittoriche si  ipotizza  Bartolomeo  de Santi,  mentre per l’arco si ipotizza Fra’ Bartolomeo della Porta.

 

Soggetto:    Arco in  pietra  serena  e  decorazioni murali presenti su  tutta la superficie della cappella; le pitture presenti sono state

eseguite in tre epoche diverse:L'arco é del secolo XVI° e la decorazione pittorica murale del  secolo XVIII°. L’arco rinascimentale in pietra commissionato da Fra Sebastiano Lambardi nel 1515 presenta due pilastri compositi valorizzati dai capitelli i quali recano nella parte inferiore uno stemma gentilizio rosso su fascia con due leoni, arme della famiglia Montecatini. Nella parte inferiore dei medesimi si legge la data 1515 e in quella superiore F.S., che corrisponde a Frater Sebastianus, nome del committente. Sebastiano Lambardi adornò inoltre la cappella di una finestra vitrea e di scanni lignei, ed esaudì il desiderio del Priore Sante Pagnini facendo eseguire da Fra Bartolomeo della Porta la “Madonna della Misericordia” (espropriata nel 1874 e attualmente conservata nella Pinacoteca di Palazzo Mansi di Lucca). La cappella accoglieva questo grande dipinto concepito perché figurasse al centro di una poderosa cornice, l’arco. La trasformazione della Chiesa nell’attuale tempio barocco avvenne dal 1661 al 1666 e fu necessaria, perché l’antica era in rovina. In convento vi era un illustre rampollo della famiglia Buonvisi, Giovanni Buonvisi, che senza distruggere l’antico, progettò la costruzione di una chiesa barocca in un edificio gotico, progetto riveduto da Francesco Buonamici, primo architetto della città.  Questo restauro trasformò l’antico tempio romano-gotico innalzando notevolmente la facciata, i fianchi e l’abside e creando all’interno una massiccia ornamentazione con altari ricchi di marmi, tele e sculture preziose che fecero di S. Romano il più bello esemplare di stile barocco in Lucca. Bartolomeo de Santi è l’autore dei decori della Cappella di Santa Agnese (I° Cappella Transetto destro) commissionatagli da Padre Raimondo Trenta nel XVIII° secolo. Non abbiamo trovato scritti a conferma che anche i decori della Cappella della Misericordia o Cappella Trenta siano stati da lui eseguiti. Ma il ripetersi dei motivi pittorici decorativi presenti fanno pensare alla esecuzione di una stessa mano.

Durante i lavori sono stati trovati sulla parete di fondo i resti della finestra duecentesca: al di sopra dell’arco cinquecentesco è presente lo sguancio della finestra duecentesca decorato ad affresco, attualmente è stato chiuso con dei mattoni e reintegrato pittoricamente con un grigio neutro

Il decoro  ha subito un  vistoso  degrado  causato sia  dall’azione dell’uomo che dell’ambiente, “restauri” precedenti ed infiltrazioni di acqua hanno contribuito al deterioramento delle pareti e della volta. La Cappella si presentava, prima del nostro intervento, tinteggiata di un colore pesca con visibili colature di acqua sui muri e macchie al soffitto; mentre nelle altre cappelle le volte a crocera medioevale sono ricoperte da stucchi barocchi, qua le membrature architettoniche erano state riportate ai mattoni in cotto nel restauro del ‘63. La cappella ha subito vari “restauri” nel corso degli anni; nel 1924 è stata sostituita la pavimentazione: “I lavori per il restauro della Chiesa, di cui è parte principale il risanamento edilizio e la magnifica pavimentazione in marmo, furono iniziati durante il 7° centenario di S. Domenico. La chiesa fu riaperta al culto il 27 aprile 1924. ...”; il più recente, terminato nel 1963, è opera dell’Ing. Prof. Italico Baccelli e voluto dal Priore Padre Domenicano Domenico Abbrescia “Le pareti si erano ricoperte di colori e di fregi estranei al grande spirito del Rinascimento. La finestra, in parte chiusa, non dava più luce. ...Spogliata degli stucchi che ne ricoprivano gli archi diminuendone lo slancio, la struttura gotica della cappella è ricomparsa in tutta la sua potenza. Riportato il cielo alla sua originale dignità con un bianco crema che bene accoglie gli acuti disegni degli archi, e reso unitario il  colore delle pareti in modo che non si creassero discordanze di toni ...”.Con questo restauro vengono sostituiti l’altare e la finestra con gli attuali, viene eseguito l’impianto elettrico con tubi di neon posti all’ingresso della cappella ed attualmente rimosso. I decori presenti sulla superficie della cappella, sono stati da noi ritrovati con l’esecuzione di saggi stratigrafici: erano ricoperti da due strati di tinteggiatura ed un intonachino più o meno spesso. Le infiltrazioni di acqua hanno reso inconsistente quello che era rimasto intatto, ed il “restauro” del 1963, con i suoi interventi di muratura, ha contribuito a distaccare ulteriormente l’intonaco del decoro settecentesco dal sottostante supporto costituito non dall’arricciato,  ma dalla superficie murale di un precedente decoro. Al soffitto, all’interno delle vele, il decoro settecentesco è realizzato direttamente sulla superficie della pittura precedente, tranne che in alcune zone dove l’intonaco era stato rifatto nuovo. In fase di restauro, con la rimozione di una vecchia stuccatura sono stati ritrovati i resti della finestra duecentesca, questa è stata chiusa con la costruzione dell’arco nel 1500, il quale ha implicato anche la demolizione del muro portante all’interno dell’arco stesso, la zona interna all’arco presenta, al suo interno,  due fasce di colore e delle incisioni sull’intonaco che si suppone facessero da cornice al quadro di Frà Bartolomeo. Sempre all’interno dell’arco sono presenti i resti della finestra chiusa, probabilmente nel 1500, utilizzando per la muratura mattoni di recupero provenienti dalla finestra stessa in quanto recano tracce di affresco.

 

                    Restauratori:     Marco Cigolotti e Roberta Lombardi.

 

Intervento di

  Restauro:  Abbiamo   verificato  gli strati  delle imbiancature.  In itinere è  stato  trovato  in prossimità  di una  lacuna   un  decoro

antecedente, sottostante a quello settecentesco. Una volta rimossi gli strati di imbiamncatura e scoperto il decoro settecentesco abbiamo eseguito la pulitura del colore, il consolidamento sia degli intonaci che del film pittorico, il fissaggio, le dovute stuccature e la reintegrazione pittorica.  Per la reintegrazione pittorica nelle lacune interpretabili e nelle zone caratterizzate da cadute di colore o abrasioni dello strato pittorico è stato scelto di ricostruire sottotono ad acquerello le parti mancanti, dove era possibile per la ripetitività dei decori.

 

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